Come Amazon, Google e Facebook pensano per noi

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Bologna, 14 sett. – Anche se in apparenza sembrano incoraggiare l’individualismo e una potenziale e infinita libertà, in realtà quello che fanno le grandi aziende Big Tech è relegare le persone in micro bolle impermeabili senza quasi nessuna libertà di scelta. Selezionano per te cosa leggere, che risultati ottenere dalle ricerche, che musica ascoltare e in che ristorante andare a mangiare. Questo è il potere degli algoritimi cresciuto anno dopo anno grazie anche alla poca attenzione dei governi di tutto il mondo, Stati Uniti in primis.

Questa, in sintesi, la tesi sostenuta da Franklin Foer nel libro I nuovi poteri forti – Come Google, Apple, Facebook e Amazon pensano per noi edito in Italia da Longanesi e inserito dal New York Times tra i libri dell’anno.

Franklin Foer è un giornalista americano, è il fratello dello scrittore Jonathan Safran Foer e per anni è stato alla guida del New Repubblic, voce autorevole in ambito culturale e politico sopratutto in ambito Dem.  La sua avventura al New Repubblic è finita quando un ex comopagno di college di Mark Zuckerberg, Chris Hughes, è arrivato come un messia per salvare il giornale che non se la stava passando bene. Era il momento in cui tutte le testate del mondo stavano iniziando a interrogarsi sul proprio futuro, tra digitale in espansione e cali in edicola che sembravano inarrestabili.

“C’è stata una fase della recente storia del Web dove tutto quello che accadeva era visto con incrollabile  ottimismo”, ha raccontato Foer ai microfoni di Piper, “La fiducia nelle possibilità della rete erano tali che abbiamo permesso l’enorme accentramento di potere che vediamo ora nelle mani di poche aziende. Questo perché davamo per scontato che ci sarebbe stato sempre un ragazzino in un garage capace di far cadere tutto.”

Ma l’accentramento di potere nelle mani di poche aziende non è l’unico problema. Un altro molto serio riguarda la qualità delle notizie, precipitata, secondo Foer, grazie anche ai meccanismi propri degli algoritmi dei social come Facebook e Twitter. Una dinamica già osservata in passato in altri settori.

“Così come le grandi aziende agro-alimentari hanno distrutto un intero mercato, cambiando il nostro modo di mangiare e concentrando in poche mani tutto il potere economico, così le grandi aziende Big Tech fanno lo stesso con l’industria culturale” sostiene Foer. In quel caso “ci sono voluti quindici anni prma di rendersi conto che stavamo facendo dei danni alla nostra salute e all’ambiente, e spero che questa consapevolezza rispetto alle aziende tech e al cibo culturale arrivi prima”

Qualcosa del genere in realtà sta già accandendo ora. “Basta pensare a cosa sta accadendo nel mondo dei libri. All’inizio tutti si sono fiondati a comprare il Kindle e sembrava che i libri dovessero scomparire da un momento all’altro. E invece così non è stato e anzi la quota di mercato dei libri è cresciuta.”

Ecco, visto che Amazon sceglie che cosa farci comprare e che cosa far sparire nell’oblio, chissà come vanno le vendite de I nuovi poteri forti sul web:

“Vorrei che fossero così stupidi da boicottare il mio libro, ma sfortunamente non lo sono. Anche se una volta in realtà qualcosa di simile è successo. Quando ero direttore del New Repubblic avevamo pubblicato un articolo molto critico su Amazon, e la loro reazione fu di toglierci tutta la pubblicità”

ASCOLTA L’INTERVSITA COMPLETA A FRANKLIN FOER (traduzione di Francesca Ghizzardi)

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