Studio First Cisl sul credito, distretti industriali, 7 anni con il segno meno

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Il credito a vantaggio dei territori. “La Sicilia” e “La Gazzetta del Sud” rilanciano le conclusioni dello studio di First Cisl sull’impatto che ha avuto la diminuzione dell’assistenza bancaria nel periodo 2010-2017. “Banche in fuga, in affanno tutti i distretti industriali”, titola “La Sicilia” gli fa eco “La Gazzetta del Sud” il cui titolo del servizio, firmato da Fabio Perego, è: “La fuga delle banche dai distretti”.

I due quotidiani siciliani scrivono che “In sette anni i finanziamenti sono crollati di 57 miliardi di euro. Un conto salato se si considera che due sportelli su dieci hanno chiuso e che «nelle zone dei prodotti simbolo del paese – sottolinea Riccardo Colombani, responsabile dell’ufficio studi del sindacato – sono 674 i comuni senza alcuna agenzia bancaria”.
Il segretario generale di First Cisl, Giulio Romani rimarca come “Le politiche bancarie si sono concentrate sul taglio dei costi anziché sulla vicinanza al tessuto locale e si è preferita la vendita frettolosa degli Npl a una gestione paziente dei crediti problematici che avrebbe permesso a molte imprese di tornare in bonis, rilanciando l’occupazione”.

“Con la riduzione del servizio – prosegue La Sicilia – si è poi assistito al calo (-18%) dei prestiti mentre i depositi sono aumentati ( +32% ). Nelle filiali che restano a presidiare le aree distrettuali – ricorda la First-Cisl – la raccolta cresce in modo esponenziale: dal 2010 al 2017 i depositi per sportello sono saliti del 64% da 17 a 28 milioni mentre i prestiti per filiale sono cresciuti solo del 3%. “Neanche ai territori di maggior successo – rileva ancora Colombani – è risparmiato l’arretramento. In sette anni il distretto dell’occhialeria di Belluno ha perso il 25% delle filiali, quello del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene il 34% e quello dei salumi di Parma 16%, con cali nei finanziamenti che vanno dal -13% del sistema locale di Parma al -42% di Longarone, passando per il -31% di Valdobbiadene, il -33% di Pieve di Cadore o il -24% di Langhirano”.

“Dal quadro della First-Cisl – conclude La Gazzetta del Sud – emerge poi come le dinamiche contrastanti di alcuni comparti siano in parte motivate anche dai dissesti bancari. Su tutti la crisi della Popolare di Vicenza che trova riflesso nel calo del 25% delle filiali nel distretto orafo di Vicenza mentre calano un po’ meno sportelli e impieghi del distretto orafo di Arezzo, sede di Banca Etruria”.

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